Sì. L'Italia prepara un'exit tax per le persone fisiche, la prima rivolta ai privati. L'articolo 17 del disegno di legge di bilancio 2027 aggiungerebbe al testo unico delle imposte sui redditi un nuovo articolo 307-bis e applicherebbe il 26% sulle plusvalenze maturate ma mai realizzate da un residente, nel momento in cui si trasferisce all'estero. Finora l'Italia tassava le partenze solo per le imprese.
È una proposta. Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge il 28 ottobre e la presentazione alle Camere è stata autorizzata il 30 ottobre. Il Parlamento deve approvare la manovra entro il 31 dicembre, e ogni articolo può essere modificato o stralciato lungo il percorso. Se passa così com'è, si applica a ogni perdita della residenza fiscale italiana con effetto dal 1 gennaio 2027.
Chi pagherebbe
Il disegno di legge fissa 3 condizioni, tutte necessarie:
- Il contribuente è stato fiscalmente residente in Italia per almeno 6 dei 10 anni precedenti la partenza. La cittadinanza non conta: un italiano e uno straniero che ha vissuto in Italia sono trattati allo stesso modo.
- Le sue attività finanziarie valgono complessivamente almeno €800,000, valutate al 31 dicembre dell'anno precedente il trasferimento. Secondo Il Sole 24 Ore i depositi bancari non rientrano nel calcolo.
- Il trasferimento fa perdere all'Italia il diritto di tassare quelle plusvalenze, come avverrebbe in base alla maggior parte dei trattati fiscali italiani.
Le stesse regole si estendono alle società semplici e agli enti non commerciali, osserva Fiscomania, anche se il testo non chiarisce come si applichi loro il requisito dei 6 anni su 10.
Cosa verrebbe tassato
La base imponibile è la plusvalenza su ciascuna attività: il valore alla data di riferimento meno il costo fiscalmente riconosciuto. Comprende azioni, incluse le partecipazioni in società non quotate, titoli quotati e non quotati, fondi d'investimento, derivati, metalli preziosi e cripto-attività. Immobili, dividendi e interessi restano fuori. Non c'è franchigia: superata la soglia di €800,000, l'imposta colpisce dal primo euro di plusvalenza, e una minusvalenza su una posizione non riduce la plusvalenza su un'altra.
L'aliquota è del 26%, l'aliquota ordinaria italiana sui redditi finanziari. I titoli di Stato italiani e gli altri titoli pubblici equiparati contano per il 48.08% della plusvalenza, pari a un effettivo 12.5%. Le cripto-attività sono tassate al 33% quando vendute in Italia, e i commentatori notano che il testo non chiarisce quale aliquota vi applicherebbe l'exit tax.
Quando si pagherebbe
L'imposta è dovuta entro 180 giorni dalla data in cui cessa la residenza. Il trasferimento in un altro Paese UE, o in un Paese che scambia informazioni fiscali con l'Italia secondo lo standard europeo, consente il differimento a 2 condizioni: versare subito 50% e prestare una garanzia. Il differimento dura 5 anni per una destinazione UE e 10 anni per le altre. In quel periodo l'imposta diventa dovuta su ogni attività venduta o donata. Se l'attività è ancora detenuta alla scadenza, se passa agli eredi alla morte o se si rientra in Italia, non è dovuta alcuna imposta su di essa e il 50% versato in anticipo viene rimborsato.
Un esempio pratico
Un residente a Milano da 10 anni detiene un portafoglio di azioni quotate del valore di €2,000,000 al 31 dicembre, acquistato per €1,200,000. Si trasferisce all'estero e la sua residenza italiana cessa il 1 gennaio 2027. La plusvalenza è di €800,000 e, al 26%, l'imposta è di €208,000, da versare entro 180 giorni. Se si trasferisce in un Paese UE, potrebbe versare subito €104,000 e il resto solo se vende entro il periodo di differimento. Fuori dall'UE, lo stesso differimento dipende dalla presenza della destinazione nell'elenco dei Paesi collaborativi che il Ministero dell'Economia e delle Finanze deve ancora pubblicare. Altrimenti paga l'intero importo di €208,000 entro 180 giorni.
La trappola temporale del 2026
L'Italia verifica la residenza anno per anno. Chi parte a fine 2026 può ancora risultare residente in Italia per tutto il 2026 e diventare non residente solo dal 2027, sottolinea Taxing.it, il che farebbe rientrare il trasferimento nelle nuove regole, con il portafoglio valutato al 31 dicembre 2026. Chi pensa di partire a cavallo dell'anno dovrebbe far verificare la data di cessazione della residenza alla luce del testo definitivo prima di dare per scontato che il trasferimento ne resti fuori.
La flat tax per i nuovi residenti
L'Italia applica ai nuovi arrivati facoltosi un'imposta forfettaria sui redditi esteri, portata a €300,000 l'anno da €200,000 per chi arriva dal 2026. IMI Daily osserva che le ricostruzioni sull'articolo 17 non dicono se l'exit tax colpirebbe i residenti in flat tax che partono, e che un residente in flat tax arrivato nel 2021 soddisferebbe già il requisito dei 6 anni su 10 partendo nel 2027. Per una famiglia che mette a confronto l'Italia con il forfait fiscale svizzero, questa domanda aperta pesa ora sul lato dell'uscita.
Perché il gettito è così basso
La relazione tecnica del governo stima un gettito lordo di €6.74 milioni l'anno, e di €3.37 milioni nel 2027, riporta Il Sole 24 Ore. Lo stesso giornale nota che i contribuenti potenzialmente interessati detengono circa il 73% della ricchezza finanziaria italiana. Un'imposta che incassa così poco su una base così ampia sembra meno una fonte di gettito che un pedaggio d'uscita, e Pagella Politica la definisce una patrimoniale molto particolare.
Reggerà al diritto UE?
Le exit tax nell'UE hanno una storia nei tribunali. Nella causa de Lasteyrie du Saillant, C-9/02, decisa il 11 marzo 2004, la Corte di giustizia dell'UE ha stabilito che l'originaria exit tax francese sulle persone fisiche violava la libertà di stabilimento. Il disegno di legge italiano risponde a questa giurisprudenza con il differimento, ma lo subordina al versamento del 50% e a una garanzia. Il 15 ottobre le conclusioni di un avvocato generale nella causa C-430/25, sull'exit tax polacca, hanno messo in dubbio la tassazione delle plusvalenze maturate prima che la persona diventasse residente, riporta Fiscomania. La Corte non si è ancora pronunciata.
Come si collocherebbe l'Italia
Con questo articolo l'Italia si unirebbe ai Paesi europei che già tassano le partenze, tra cui Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Spagna. Il Regno Unito non ne ha. Regole, aliquote e differimenti di ogni Paese sono in exit tax per Paese, e la posizione attuale dell'Italia in lasciare l'Italia.
Dove guardano gli italiani che partono
Le risposte più vicine sono ai confini dell'Italia. Lugano, appena oltre il confine da Milano, è 9ª nella Patrician.ch 100 e tassa un reddito di $1M al 35%. Monaco non applica imposte sul reddito ai residenti ed è 3ª. Più lontano, Zugo tassa $1M al 21% e Dubai al 0%. Milano stessa è 52ª. Ognuna si può confrontare con la propria situazione nel calcolatore o nella Patrician.ch 100.
Fonti
- Il Sole 24 Ore, l'exit tax nella legge di bilancio
- ItaliaOggi, l'exit tax estesa alle persone fisiche
- Fiscomania, articolo 307-bis TUIR
- Pagella Politica, la relazione tecnica
- AX Fiduciaire, i tempi del disegno di legge
- Taxing.it, tempi e residenza
- IMI Daily, residenti in flat tax e giurisprudenza UE
- KPMG, la flat tax italiana aumentata
I dati provengono dal modello Patrician.ch 2026: scaglioni principali indicativi per un contribuente singolo non statunitense, aggiornati a ottobre 2026. Ricerca, non consulenza fiscale, legale o in materia di immigrazione.
